Pubblicità

Chiesa di santa Maria, Serramanna

«Per la festa grande della Madonna, a settembre, l’intera popolazione si riversava, su carri e carrozze, nell’amena località alla confluenza dei due fiumi, e moltissimi pranzavano negli agrumeti. L’apposito comitato allestiva ogni anno un enorme pergolato di mirti che copriva il tratto di strada e la piazzetta antistante la bianca chiesina, circondata per tre lati da porticati, per l’occasione festonati di mirto e ingemmati da grandi tunie, Nel piazzale si ballava, si gustavano i sorbetti liquefatti, mischiati alla polvere sollevata dai ballerini, si scambiavano i dolci e tutti facevano a gara nell’invitare bibite, nelle capanne di frasche, disposte tutto attorno: mentre la voce del panegirista, proveniente dalla chiesa stipata di devoti, echeggiava sotto l’enorme pergolato. Dietro le baracche svettava l’albero di cuccagna, coi soliti premi: sigari, gazzose e salsicce».

Così l’architetto serramannese l’architetto Vico Mossa nel suo libro “I Cabilli”, descrive la festa di santa Maria di Serramanna.

«La vigilia, il sette settembre, da oltre mezzo millennio, da quando cioè esiste la basilica di S. Leonardo, la Madonna lascia la sua cappella in questa Chiesa […] per recarsi alla Sua casetta di campagna. Accompagnata da tutto il paese e da fedeli anche di fuori, su un cocchio trainato da buoi […], preceduta da una schiera di ragazzi (is obreris – il comitato dei festeggiamenti) su cavalli inghirlandati e fioriti, Maria arriva nella Sua casetta nascosta in mezzo al verde e rallegrata dal fresco mormorio del fiume Leni, Rientrava il nove, all’imbrunire. Gli zoccoli dei cavalli sulle assi del ponte risuonavano simili a rulli di tamburi, mentre i lumini ed i colori dei costumi si specchiavano sulle acque placide del fiume Mannu».

Così invece un altro Serramannese, Luigi Muscas, nel suo libro “Serramanna: scorci di vita paesana”.

Proprio questi giorni il piazzale che vedete nelle foto si popola per i giorni di festa.

La chiesa campestre, dedicata a Santa Maria di Montserrat, risale al XI secolo.

Viene menzionata, come Santa Maria di Gippi, tra i beni donati nel 1089 dal Giudice Costantino ai monaci Benedettini di San Vittore.

Situata accanto all’antico letto del torrente Leni, circondata da una fitta vegetazione, la località ha ospitato insediamenti umani sin dai tempi più remoti, come testimoniano i numerosi reperti archeologici, risalenti ai periodi nuragici e punici, ritrovati in tutta l’area circostante.

La Chiesa presenta una facciata in stile romanico corredata da un portale ad arco a sesto ribassato e sormontata da un campanile a vela, sul quale poggia a sua volta una bella croce in pietra.

L’interno, ad una sola navata, risulta privo di abside e dotato di una copertura a travi lignee.

Fonte informazioni: cartelli informativi in loco, sito Comune di Serramanna, L. Muscas, Serramanna: scorci di vita paesana, V. Mossa, I cabilli.

Come arrivare: da Serramanna prendere la circonvallazione sino alla rotatoria che interseca con viale Matteotti e la strada comunale san Giorgio. Svoltare verso quest’ultima strada, verso il ponte che attraversa il fiume Mannu. Dopo il ponte, sulla sinistra, troverete la chiesa.

Foto 2023-2024 (le foto interne sono di ieri 7 settembre 2024)